reading, writing

Mese: marzo, 2007

METRO’

suoni,
frastuoni,
rumori,
dolori che non passano,
binari che non scorrono più
sotto questo cielo di cemento,
con quel soffio tiepido di vento…

e poi lo scorrere di uno dopo l’altro..
di vagoni, di mille facce strane dietro i vetri
che scappano
e ti inseguono (con gli occhi)
fin a perdersi alla fine della banca cieca
fin a perderti di qua della linea gialla

movimento..
veloce, poi lento…
e suoni d’armonie strane,
di danze…metropolitane.

[alle ultime sere sole, in attesa di una…]

SENSAZIONI

..è che puoi arrivare a perderti,
perdi tutto:
i confini, il senso del tempo.
Due corpi possono unirsi a tal punto
che non sai più chi è "chi" e cosa è "cosa"…

..e quando la situazione raggiunge quell’intensità ti sembra di morire,
e in un certo senso muori,
e ti ritrovi da solo nel tuo corpo,
separato
ma la persona che ami è ancora lì.

E’ un miracolo:
vai in paradiso e torni indietro,
da vivo..
..e puoi tornarci,
tutte le volte che vuoi..con la persona che ami!

[Robin Williams – Bicentennial Man]

AUGURI DONNA!!

uh mamma…ho scritto gli auguri alle donne sul MySpace (http://www.myspace.com/icekaos) e non l’ho fatto ancora qui??…
MI PERDONATE?????????????
beh..ho questo per voi:

Donna..
è una rivelazione..assorta nei suoi pensieri,
ti accorgi che esiste e non la dimentichi.
Donna..
è come una tormenta (è neve): arriva
improvvisa, sconvolge e ne lascia la quiete.
Donna..
è la notte:
amore, passione e piacere…
Donna..
è il mattino:
un altro giorno, un risveglio sereno!
Donna..
è d’intorno:
luce, buio, rumore e silenzi
E’ donna
la cioccolata più dolce d’assaggiare…
[…]
Che mondo sarebbe senza!

iPOD ALL’ATTACCO DELLE FREQUENZE – di Luca Viscardi

Luca Viscardi, 37 anni, è il direttore della divisione radio Rcs Broadcast, che ha lanciato il progetto PlayRadio. E’ stato quasi vent’anni a RTL 102.5, la metà dei quali come direttore. Ha condotto il programma del mattino di RTL per dieci anni.
L’ho conosciuto per caso attraverso una mail e la sua gentilezza mi ha colpito da subito, grazie a lui, mi si è aperto un nuovo mondo davanti, che è quello del “progetto radio”. Le cose che scrive qui di seguito per Il Sole 24Ore sono tante, forse noiose, ma di sicuro fanno riflettere.. io, al termine della lettura, mi sono vergognato di essere Italiano.

Sono stati pubblicati qualche settimana fa i dati annuali di ascolto delle radio italiane, secondo quanto emerso dalla ricerca Audiradio nel 2006. Da anni, l’istituto misura il numero di ascoltatori delle diverse emittenti attraverso un’indagine telefonica, che permette di stabilire il numero assoluto di utenti e la loro composizione sociale. I dati generali del mezzo radio sono positivi, con un ulteriore incremento generale del mezzo, che si attesta quest’anno a un numero complessivo di 45.461.000 ascoltatori in un giorno medio, ovvero quasi un milione in più dello scorso anno. Ma questi numeri non devono generare troppa euforia e soprattutto, non devono distrarre gli addetti ai lavori da un altro dato molto significativo, che emerge da diverse ricerche di mercato fatte in tutta Europa dagli addetti ai lavori: la radio è in buona salute ma invecchia inesorabilmente e non riesce a produrre un ricambio generazionale adeguato.

A quanto pare, internet e i lettori Mp3 sono i peggiori nemici delle “vecchie” radio in modulazione di frequenza. Un primo dato emerge dai dati di ascolto raccolti in Inghilterra: scende drasticamente, del 22% il tempo passato ascoltando la radio dai giovani britannici dai 13 ai 17 anni. Non solo: per la prima volta compare il valore “zero” per una buona parte di loro; esiste cioè per la prima volta nella storia della radio una porzione della fascia di utenti tra i 13 e i 17 anni che non ascolta mai la radio. La società di consulenza americana Broadcast Architecture ha svolto un’indagine in Europa su un campione di 5mila persone; il 48% dei giovani possiede un iPod o un lettore Mp3. Da quando lo ha acquistato, ha diminuito del 20% il tempo medio di ascolto della radio. Questo dato da solo dovrebbe allarmare gli operatori della radiofonia, perché è chiaro che le emittenti sul mercato, punto di riferimento per il pubblico sopra i 30, non hanno più la stessa capacità di attrarre i giovani e di rappresentare per loro una fonte di informazione primaria, sui fatti della vita e sulla musica che ascoltano. I professionisti del settore rispondono a questi dati con considerazioni un po’ banali e facendo riflessioni lontane dal modo di pensare delle nuove generazioni; anziché cercare soluzioni di lungo termine si arroccano sulle loro posizioni, convinti che la crisi non esista. Ma addentrandosi nella ricerca di Broadcast Architecture i dati sono anche peggiori.
Secondo i giovani possessori di lettori Mp3, la radio non è più fonte primaria di informazione musicale. Lo pensa il 55% degli intervistati. In più, non sentono nemmeno la mancanza dei disc jockey, ritenuti un elemento insufficiente per far preferire la radio all’iPod; quasi il 56% degli interpellati ritiene sia più piacevole ascoltare musica senza interruzioni. A queste considerazioni, i radiofonici spesso rispondono con la valutazione che prima o poi un utente di musica si stanca di sentire sempre le stesse canzoni del proprio lettore: il 54% degli intervistati dichiara invece di non annoiarsi e di considerare la propria scorta di mille canzoni superiore per varietà a quella delle radio, molte delle quali in effetti lavora con un catalogo di 400 o 500 brani.
Un altro dato: a fronte di un calo della popolazione giovanile del 4,5% secondo i rilevamenti Istat, la radio nel periodo dal 2000 al 2006 perde il 15% degli ascoltatori della fascia 15-18. È evidente che il problema è enorme e apre una seria riflessione sul futuro del mezzo. In alcuni Paesi si è già avviato il processo di digitalizzazione dei servizi, che appare oggi indispensabile per raggiungere i target più giovani con apparati e proposte in linea con le loro abitudini e la loro cultura “always on”.
In Italia, invece, ancora si discute sugli standard e non si è avviata la fase operativa del passaggio al digitale; probabilmente è ora che i soggetti coinvolti ci pensino seriamente, prima che sia troppo tardi per un ricambio generazionale efficace.

[vergognamoci..e poi diciamo di essere “cultori della musica”..
accendete le radio e rimanete un attimo ad ascoltare prima di parlare]
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