reading, writing

Mese: aprile, 2008

DOMENICA MATTINA

Sedentario sul divano,
con un caldo artificiale
e un silenzio che non è il mio
ma diventato ormai abitudine,
guardo immagini che corrono veloci
come un’improvvisazione jazz,
come i tasti neri in mezzo ai bianchi
e scale armoniche dissonanti.

Scrivo perchè l’aria è già imbrattata,
chiudo gli occhi perchè non c’è verso di tenerli aperti,
sono stanco di pensare ed assaggiare
questa casa che ha un sapore ancora misto.

VADO A LETTO

S’è rotto il suo specchio,
e non ha fatto rumore.

In milletrecentocinquantadue pezzi,
le ha fatto crash dentro l’anima.

Le ha squarciato gli occhi
che mi han fissato la notte.

All’ombra di casa mia,
ho asciugato gocce di sale.

Vado a letto,
voglio dormire per altri due mesi,
e risvegliarmi non solo negli anni miei
..e ora il mio letto profuma di lei.

QUELLA NOTTE

E non sentivo più lei, come corpo, ma come essenza, come se stessi guardando dritto negli occhi la sua anima.

Su di un prato, che sa di primavera, sopra un giubbetto nero stropicciato e un cuscino a fiori rossi, la passione si sentiva solo dentro di noi, come se nessuno ci avrebbe visti veramente.

Cos’eravamo insieme non lo so, forse l’incastro perfetto.

URLO DENTRO

.. ma perché non riesco a viverti come io vorrei?

e scrivo le pagine di te e me… dei fiori.

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