reading, writing

Mese: maggio, 2008

GUARDO LA PIOGGIA

Attimi di creatività,
nei silenzi ingombranti
che entrano a forza dentro di me.
Piccola e grande .. lì dentro,
piove dannatamente .. qui fuori.
Strade, auto, cancelli ed ombrelli,
tutto così troppo bagnato.
Sono secco dentro di me,
ho voglia di un’oasi fresca
che mi disseti un po’ dopo un giorno di deserto.
Guardo la pioggia,
perché non ho motivo di starmene chiuso
e preferisco vagare,
perché non ho motivo di ritornare in cella.
Non ti dirò quando ritorno.
Sono secco e ho voglia d’acqua, forte, dentro.
Bacio la pioggia perché altro non si può.
Salto dentro una pozzanghera,
ti fidi ancora?
Salti con me?

TRE MINUTI

Colori la stanza di vitalità
di voglia ma d’incertezza,
confusione,
dubbi nelle domande
che significano te.

Ancora una volta credi di aver capito
però lo chiedi,
perché la certezza della parola
a volte è più certa di un abbraccio
e quell’abbraccio stesso
diventa fraintendimento,
perché è diverso
è più sentito.

Tre minuti, prima nel film
adesso nelle parole
e poi quel sonno ci distrugge entrambi
tre minuti per dirci cosa siamo
anche se lo sappiamo già,
perché il peso della parola
a volte è più pesante di quella mano
che preme sul collo
per alleviare il dolore,
per creare il piacere.

Ho contato i tre minuti,
tra domanda, sguardi e risposta.
Tre minuti ancora una volta non completi,
ma spero non incerti.
Tre minuti, e ancora tre, ed altri tre
per trascinarmi a letto.
Tre minuti, solo tre minuti
per parlarti di… me.

NEL CERCHIO DI FUOCO

Riesci a smettere di amare?
E’ così duro da sopportare?

Eppure la mia testa ha ancora un buco dal quale scappare
per sentirmi lontano da lei.
Ma non posso uscire dalla mia testa, non sarei io.
E non posso non essere io.

Se ne sta lì di fronte a me,
in questo mio viaggio proibito,
è seduta sull’aria,
sospesa da terra tra le luci dell’aurora boreale.

Riesci a distogliere lo sguardo?

Lei danza ancora nel cerchio di fuoco
e ne è avvolta dai piedi alla vita,
non c’è vento che possa spingerla lontano
e i suoi capelli alimentano le fiamme.

Sotto di lei danzano i lupi,
sopra di lei gli avvoltoi,
sotto i lupi danzano i sassi,
sopra gli avvoltoi danzano le stelle.

Riesci a scappare da questo omicidio di sensi?

Guardala, è sospesa tra i lupi e gli avvoltoi,
pronti ad ucciderla per la fame.
Io sono sospeso tra i sassi e le stelle,
e la mia morte sarà per causa del cielo o della terra.

Vorrei prendere il suo posto nel cerchio di fuoco,
e morire adesso per mano dei lupi e degli avvoltoi
così che la sua morte sarà per causa del cielo e della terra insieme.
Che sia il mio questo omicidio di sensi.

Riesci a smettere di amare?
O perlomeno, riesci a smettere di amare lei?

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