TRE MINUTI

di icecamp

Colori la stanza di vitalità
di voglia ma d’incertezza,
confusione,
dubbi nelle domande
che significano te.

Ancora una volta credi di aver capito
però lo chiedi,
perché la certezza della parola
a volte è più certa di un abbraccio
e quell’abbraccio stesso
diventa fraintendimento,
perché è diverso
è più sentito.

Tre minuti, prima nel film
adesso nelle parole
e poi quel sonno ci distrugge entrambi
tre minuti per dirci cosa siamo
anche se lo sappiamo già,
perché il peso della parola
a volte è più pesante di quella mano
che preme sul collo
per alleviare il dolore,
per creare il piacere.

Ho contato i tre minuti,
tra domanda, sguardi e risposta.
Tre minuti ancora una volta non completi,
ma spero non incerti.
Tre minuti, e ancora tre, ed altri tre
per trascinarmi a letto.
Tre minuti, solo tre minuti
per parlarti di… me.

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