reading, writing

Mese: dicembre, 2008

PENSIERO

E’ vero
che vorrei
che un po’ della tua vita
fossi io.
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IO, NOI.

E’ la stessa, la pelle
di cui siamo fatti

sono uguali
gli odori che sentiamo

identici i rumori
che ascoltiamo

la stessa melodia
che suoniamo

è questo stesso
il muro che ci divide.

E’ questo il tuo urlo
che sento da questa parte.

Ci toccano i suoni.

a Fra

VOCI

Il suono più lieve della città
prima di andare a dormire,
accompagnate da sguardi bendati
e da orecchi muti

che si ascoltano tra di loro
come in un cinema vuoto e spento,

dietro i lampioni gialli di
un bar ormai chiuso,
sotto le scarpe di un nomade
già morto.

Il suono che un tempo
sentivo da un cane, eccitato
innanzi la bellezza della luna.

Sono voci
che si ascoltano tra di loro
come in un cinema vuoto e spento.

MERAVIGLIOSO

E’ meraviglioso sentirti
lì dall’altra parte del silenzio

ma quello che mi chiedo in questo istante
è che cosa c’è dall’altra parte di te,

forse quei capelli che non piangono
ad un complimento
forse è che mi manchi più del desiderio
che ho qua dentro.

Chiuso
in questa scatola,
piena di silenzio che non se ne vede
più la fine

trovo
nella mano mia,
le briciole di notte che hai dimenticato
a letto ieri.

E’ meraviglioso e triste
questo momento
che mi fa sorridere pensando
a quanto è bello averti mia.

a Fra

MENTRE TUTTO SCORRE

Ti scrivo sulla schiena scivolami contro
ti scrivo sulle braccia buttamele al collo
ti scrivo sulle mani stringile alle mie
e tra le dita incrocio solo fantasie.

Su quei fianchi ti scrivo qui ci morirei
sulle gambe scrivo da qui non scapperei

sulle guance scrivo buone da assaggiare
su quel naso annuso il profumo del mio mare
sul tuo collo penso buono da star male

sulle labbra…
in silenzio, ti chiedo di sognare,

mentre tutto il corpo gioca con i sensi.

a Fra

DISGRAZIA

Capisci che se mi rivedo in te
è come vivermi due volte?

SOLITUDINE

Adesso mi perdo e non mi trovo più,
mi nascondo e non sbuco da dietro l’angolo alla fine della conta,
mi rincorro fino a stancarmi piuttosto che afferrarmi e finire tutto.

Non puoi chiedermelo, con tutti gli altri qui.
Gioco da solo con te, e non mi stanco.

VIVERTI

Se vivo in questo caos
è perché non voglio mettere via, ogni volta, i tuoi pezzi lasciati qui in giro,
non voglio lavare le lenzuola del tuo odore.

Se c’è tutto questo casino
è perché non voglio star da solo quando te ne sei già andata,
non voglio farti diventare polvere da spazzare via.

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