MI PERDO L’ALBA

Milano è silenziosa questa mattina.
A me piace quando non fa casino.
Mi sveglia quasi a forza, con la luce di luglio che mi punta addosso, ma rispetta il silenzio di cui ho bisogno per cominciare il giorno.
Mi trascino per le strade vuote, quasi abbandonate. Attraverso col primo rosso del semaforo all’incrocio deserto e ho comunque dentro quella sensazione di aver trasgredito una regola.
Svelto di passo sfioro il parco, poi una via e un’altra ancora fino a tuffarmi nel frastuono dei tunnel sotterranei.
Meccanico, senza alcun trasporto interiore. Vago come zombie in cerca di cervelli freschi.
Sì, mi fermo, ci penso, manca un pezzo. Come quando mandi subito giù il boccone. Buono eh, ma troppo in fretta da non goderne abbastanza.
Ho già sbranato la mattina, sono pieno ma non sazio, come fosse un biscotto in meno a colazione.
Torno indietro nei minuti, sento drindrinnare la sveglia e riapro gli occhi, consapevole.
D’estate mi perdo l’alba.

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