ADESSO LO CHIEDO AI GRILLI

di icecamp

Sarà una mia impressione ma la luna sembra calare velocemente qui sopra i miei occhi.
Mi hanno strappato via dal branco, questa sera, rapito tra la folla e scaricato nel cortile deserto di questo hotel.
Improvvisamente me ne sto sdraiato a bordo piscina con il cappuccio della felpa sulle orecchie, una sciarpetta al collo e il naso puntato in aria.
Mi sono sempre chiesto realmente di che colore fosse il cielo la notte, che non è blu e non è nero allo stesso tempo ma una sfumatura strana di colori dalla luce spenta.   
Smetto di fissare la luna e sposto lo sguardo in mezzo ai puntini sfocati lì attorno. Sbuffo, mi giro sul fianco, mi stiracchio sul lettino e ricomincio a fissare in alto.
Alla fine non mi raggiunge nessuno.
Perdersi lo sguardo vigile di Cassiopea che guarda dalla sua sedia a dondolo tramontare le altre costellazioni, uno spettacolo da prima fila che non durerà ancora a lungo.  
Mi siedo cavalcioni sul lettino accanto all’ombrellone chiuso. Alzo ancora lo sguardo per un attimo e mi frulla una strana idea per la testa.
Ma le stelle si possono fotografare?
Adesso lo chiedo ai grilli che hanno appena smesso di fare casino.

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