HO PRESO A PUGNI IL MARE

di icecamp

In spiaggia, sto seduto a scavare nella sabbia con i piedi, fissando l’orizzonte che non ha una linea retta, oggi. Come nello scarabocchio di un bambino vedo le onde segnare a zig zag la fine delle acque e l’inizio del cielo, sento nell’aria quel frizzare tipico di un pomeriggio di sole accennato dopo la tempesta. Sei proprio come piace a me.
Mi alzo, lentamente mi dirigo dritto verso riva. Entro in acqua, gelida al contatto, subito tiepida superato le ginocchia. Senza sosta vado avanti mentre la corrente inizia a farsi sentire e fa forza alle caviglie per buttarmi giù come in un placaggio pesante a una partita di rugby. La spuma delle onde mi colpisce il ventre, leggera, poi più forte, ancora di più. Non fa male.
Punta alla più alta, mi dico. Arriva. Adesso. Attacca.
Mi butto di testa a braccia avanti come per colpirla. Sento come un pugno dritto in faccia del boxeur più arrabbiato di sempre. Mi alzo. Sputo. La guardo andare via. Mi giro. Ecco l’altra. Mi lancio di schiena con un gomito puntato alla sua cresta. Altra botta, violenta, un gancio dritto al fianco. Vado sotto, mentre cerco di riemergere la corrente mi trascina indietro e poi mi fa girare, come fossi una bambola.
Mi tiro su, apro gli occhi. Ho la vista appannata. Brucia. Non c’è tempo. Un dritto allo stomaco, subito un gancio ai reni, un altro e un altro ancora. Non fa male! Ma io non sono Balboa.
Mi alzo. Pulisco il naso e sputo il sale rimasto fermo in gola. Aspetto la più gentile, alta poco più di me. Suona la campanella, finito l’ultimo round. Mi tuffo di testa sott’acqua e delicatamente mi lascio trasportare a riva.
Me ne sto in ginocchio, gocciolante sulla sabbia bagnata lasciando che le onde mi si infilino tra le cosce ancora qualche minuto. Guardo verso il faro, un enorme sole rosso che sembra Tatooine sta calando dietro la baia. In cielo le prime nubi della sera incalzano sui tetti delle case. Le ultime famiglie raccattano i teli e ritornano a casa. Il loro rumore che sfuma a bianco mi lascia perso nel silenzio della natura, spettatore di un giorno che finisce.
Oggi ho preso a pugni il mare.
Adesso però facciamo pace, bastardo.

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