APRI GLI OCCHI

di icecamp

Guardo le luci degli appartamenti accendersi una dopo l’altra nei palazzi fuori dalla mia finestra. Penso che c’è sempre un qualcosa che brilla più di qualcos’altro.
Romantico, direste voi.
No. Noi siamo osservatori, prima di essere romantici. Ciò che chiamiamo romantico è solo il suono che emettiamo per definire a parole la spiegazione che diamo a ciò che osserviamo, quando ovviamente osserviamo davvero.
Pensateci, passiamo il tempo della nostra vita a guardare, guardare ovunque e chiunque, intorno e attorno, senza mai soffermarci sulle cose, senza mai accorgerci dei milioni di dettagli presenti in ogni cosa che ci circonda. Se ce ne accorgessimo tutti, e lo facessimo spesso questo guardare il dettaglio, allora sì che sarebbe davvero tutto romantico, perché ciò che descriveremmo poi è ciò che ci ha attratto prima e che stiamo dunque già spiegando a tutti. Ma sapeste che noia che sarebbe se fosse tutto miele colato?!
Penso spesso a quanto sia bello e interessante vivere in un mondo di disattenti, di distratti e di sbadati, così ogni tanto posso fare il pazzo, interrompere la routine meccanica di ogni giorno e creare un po’ di silenzio, rimproverandomi di concentrarmi di più. Quindi inizio ad osservare, senza fiatare, la prima cosa che ho davanti. La guardo, mi lascio affascinare, mi lascio invadere dall’appetito e la mangio con gli occhi. E allora prendo un pezzo di carta e mi concentro su queste foglie di un albero, sulla loro inclinazione rispetto alla luce. Poggio leggermente la matita e le disegno con poche linee curve che si incastrano tra di loro, senza nessuna fatica. Ora, senza staccare gli occhi dal modello reale, strizzo gli occhi fino a sfocare tutto il resto fatto di nuvole che sembrano di zucchero filato e palazzi che stanno in piedi come tavolette spesse di cioccolata. Lentamente chiudo gli occhi, abbasso la testa, li riapro fissando la carta scarabocchiata e con un tratteggio veloce, traccio le zone d’ombra e rimarco i contorni.
Mi viene in mente una frase, che c’entra poco con le foglie, allora prendo la matita e scrivo seguendo il perimetro del mio disegno. “Osserva com’è semplice descrivere e sentirci parte di quello che abbiamo. Apri gli occhi quando la voce te lo sussurra, e vedrai anche tu il cielo color di vaniglia.”

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