DOMENICA E’ SEMPRE DOMENICA

di icecamp

Starnutisco, il naso mi si riempie di muco. A tentoni strappo della carta igienica senza abbassare la testa, piego i lembi in due, li avvicino al naso e soffio forte.
Muovo il piede dentro al calzino che si piega e ripiega sempre nel modo più strano tra le dita.
Mi alzo, infilo i piedi nelle pantofole e mi tiro su i pantaloni extra large della tuta che finiscono sempre sotto ai talloni. Faccio due passi verso la cucina, prendo il pentolino e metto l’acqua sul fuoco. Apro la dispensa, tiro fuori la scatola del tè e passo il dito sulla cresta delle bustine facendo il rumore di chi sfoglia un libro dalle pagine semi aperte. Fermo il dito a caso, tiro fuori. Leggo agrumi. Prendo la bustina tra le dita e con l’altra mano scelgo la tazza bianca di Starbucks con i bordi arancioni. Mi arrampico sul soppalco, raggiungo il letto. Prendo la felpa e la infilo mentre scendo ancora di sotto.
Mi fermo davanti al vetro incorniciato nell’infisso di legno antico verniciato di bianco. Mi avvicino e guardo come fossi un turista che si affaccia per la prima volta alla camera di casa per guardare il panorama di questo angolo buio di Milano.
Strade spente. Poche macchine sfrecciano nella via che appare dietro al cortile tra i due palazzi. Non passeggia nessuno lì fuori. Spiaccico il naso contro la finestra e sbuffo, il vetro si appanna in un alone rotondo che subito scompare. E’ ghiacciato. Ritiro la faccia in dentro e mi ritrovo in ginocchio sul divano, con un brivido al collo.
E’ già inverno? Mi chiedo. No, e mi rispondo da solo, è solo la settimana che finisce.
Sorrido, finisco di preparare il mio tè e mi siedo sul divano con la tazza in mano. Sfioro il display del cellulare che si illumina come per dirmi “ciao, ci sono anch’io”. Notifiche di mille mila messaggi. A me ne interessa uno prima di tutti. Apro la conversazione, scorro in basso, clicco per far apparire la tastiera. Digito ‘vorrei tanto sentirti’ e ancora ‘il tempo con te passa diverso’.
Invio.

cup of tea

Annunci