LA LUCE ALLE SEI DEL MATTINO

di icecamp

Mi ero dimenticato della luce alle sei del mattino. E questo vuol dire tante cose.
La luce alle sei del mattino vuol dire che esco di casa e devo stare attento ad avere una faccia abbastanza accettabile per la società, perché si sa che fin ch’è buio si può essere un po’ chi si vuole, un supereroe magari, tipo Batman, ma quando poi c’è la luce è meglio ritornare ad essere il Bruce Wayne di sempre, anche se nella mia versione sarei un Bruce Wayne di periferia, e non proprio così ricco. Anzi.
La luce alle sei del mattino vuol dire che inizio a perdermi le albe e che mi godrò per tutti questi mesi soltanto i tramonti, quelli del sole alla sera e quelli della luna al mattino, che diventa rosa e timida e si nasconde dietro un velo di cielo appena diventato azzurro.
La luce alle sei vuol dire anche che la città fa un po’ quello che vuole, i semafori iniziano a funzionare di punto in bianco e i lampioni arancioni mi si spengono in faccia mentre attraverso la strada. Significa anche che le giornate diventano più lunghe e che è quasi primavera. Tutta questa luce alle sei del mattino vuol dire che di certo oggi non pioverà, e probabilmente farà caldo.
Vuol dire che qualcuno oggi in giro, per strada, oserà qualche canotta con gonna corta, gambe nude e scarpe basse, in stile collegiala, o semplicemente sbottonerà un paio di centimetri in più della camicia.
La luce alle sei del mattino, per la prima volta, vuol dire che sta finendo marzo e che quindi devo ritagliarmi del tempo per fare un paio di lavatrici al volo e chiudere l’ennesima valigia per Roma per altri tre giorni. Pensavo, a proposito di ciò, che mi piacerebbe quasi diventasse un’abitudine, questa del viaggio in toccata e fuga. Ma pensavo anche che sono i sintomi della bella stagione, questi, che fanno ragionare poco e fanno respirare di più. O forse è solo colpa della luce al mattino presto che inizia a condizionarmi sul serio.
Che poi la cosa strana non è che faccia giorno più presto e sera più tardi, ma lo svegliarsi per mesi e dover accendere tutte le luci in casa altrimenti prendo le porte e i pilastri del soppalco in faccia aprendomi il naso e poi, di punto in bianco, un giorno apro gli occhi e capisco che inizierò di certo, almeno per un po’, a pagare meno le bollette della corrente.
Però non posso lamentare nulla, sia della luce alle sei del mattino che della sveglia che mi butta giù dal letto così presto. Perché in fondo mi godo l’aria fresca in faccia prima che diventi calda e umida e quelle tonalità delicate d’acquerello che fanno i colori del giorno.

Soundtrack: Cyndi Lauper – True Colors

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