VOYEUR

di icecamp

Era un po’ che non osservavo come ti muovevi e come poi ti poggiavi su te stessa, senza fare rumore attorno. Era passato quel tempo in cui il giorno si colorava dei tuoi toni, spesso grigi, dalle sfumature amaranto ma nelle mie notti silenziose quella tavolozza di colori consumati era lì e non ho mai smesso di usarla. Ho continuato a sognare una bambina dal cappotto rosso tra la gente sbiadita di Schindler che corre a nascondersi sotto a un letto sfatto e mette le mani sulle orecchie mentre scuote la testa, spaventata. Ho tinto le note di porpora, ho continuato a guardare il cielo che si colora di vaniglia quando le nuvole alla sera hanno il colore del sole.
Era un po’ che non mi fermavo a fissarti, nascosto dietro alla porta chiusa. Al buio, mentre sedevi per terra, nuda, ho improvvisato al piano un blues in minore.
Come tela la tua pelle, come setole di un pennello vissuto i tuoi capelli. Se chiudo gli occhi la vedo, la vernice che cola su di te e gocciola sul pavimento.
La tua storia ti compare addosso, tatuata in forme che conosco, che raccontano momenti che si chiamano ricordi e che hanno profumi condivisi.
Il tuo corpo è un cavalletto immobile al centro della stanza buia in cui mi muovo lentamente, per non inciampare. Avanzo a braccia in avanti, tese, nell’attesa di un nuovo contatto che ne disegnerà una nuova curva morbida, d’inchiostro indelebile.

Soundtrack: A Study in Blue (Piano Solo)

10178075_1429264650659267_5536725945952500971_nphoto : Andrea Sileo | model: Edy Sanuyelocation : studio nero

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