COSA PREZIOSA

di icecamp

Hai presente come nel film “Il Mago di Oz”, quella ragazza, Dorothy? Hai presente la sua fantastica avventura meravigliosamente a colori, no? Alla fine ritorna nella sua fattoria, tutta noiosamente in bianco e nero.
Ecco com’è questa donna. Prima di conoscerla sapevo esattamente come sarebbe andata la mia vita. Poi l’ho conosciuta e improvvisamente ho visto un futuro completamente diverso per me. A colori. Una volta che hai visto Oz, come fai a tornare in Kansas?

Ethan Haas

Le disse nella sua lingua appena comprensibile che per lui, lei, era una cosa preziosa. Le disegnò una pietra dal taglio ottagonale, che sembrava un diamante allo stato grezzo.
«Preziosa tipo così» le disse.
«Tu tipo così» rispose lei, indicandogli col dito il cielo.
«Una notte stellata?» le domandò.
«Sì»
«Pensa a quanti desideri potresti esprimere allora!»
«Non proprio» disse pensierosa «Sono troppi».
«Non devi esprimerli subito» la riprese «Sei sempre la solita frettolosa!»
Lo guardò incuriosita e mentre abbassava di nuovo la testa si lasciò scappare un sorriso.
Ciò che sentiva era il rumore dello sferragliare sotto i piedi, quasi come fosse un battito cardiaco scoordinato e fuori sincrono. Il rumore della velocità del treno che lo riportava a casa dopo l’ennesimo viaggio. Si ricordò quando studiava il pianoforte da piccolo, i rimproveri degli insegnanti che gli dicevano di sforzarsi a suonare lentamente per imparare ad andare a tempo, e che ci sarebbe stato il momento in cui avrebbe potuto accelerare senza sporcare e perdere la sincronia. Dettagli. Un infinito album di dettagli da sfogliare e memorizzare. Ognuno di questi dettagli sarebbe servito per migliorare, di volta in volta. Anche nella musica. Ma prima di tutto nella disciplina, nella pazienza che rende più forti rispetto a chi la testa la perde subito. Dettagli che gli avrebbero insegnato il giusto modo di aspettare qualcuno e qualcosa, godendone ogni attimo senza cercare di bruciarne le tappe.
Lui pensava a lei e sapeva che anche lei in qualche modo pensava a lui. Non se ne chiedeva la maniera o la quantità, non temeva la diversità di pensiero rispetto a quelli nella sua testa. Guardava fuori dal finestrino e in silenzio rifletteva sui propri, di desideri. Lo sapeva già, dentro di sé, che lei lo avrebbe aspettato, il prossimo incontro, e allo stesso tempo non se ne sarebbe aspettata le sfumature, così da non rimanere delusa da aspettative finte costruite dall’istinto dentro alla mente, quelle aspettative che annegano la parte bella dei momenti. E sì che le donne a tutto questo ci pensano ma sanno dare un inizio e una fine al loro desiderio, lo conservano da qualche parte totalmente segreta e lo tirano fuori, poi, quando la realtà lo sfiora davvero. Mai, se non in questi momenti, riuscireste a vedere un sorriso di donna più vero.
Quasi si addormentò, pensando a lei, con la testa poggiata sul braccio a sorreggerla. Intanto correva in avanti il serpente di ferro, tutta la notte, puntando i fari contro il buio, per arrivare a casa.
Una notte stellata?
Sì.
Una volta che hai visto Oz, come fai a tornare in Kansas?

Soundtrack: Sparklehorse – All Night Home

autoritratto in treno

Annunci