MENTRE NON C’ERI…

di icecamp

Non credo che le persone siano fatte per stare sole.
È per questo che se trovi qualcuno a cui tieni sul serio devi lasciar perdere le cose di poco conto, anche se magari non riesci a mollare del tutto. Perché niente è peggio che sentirsi soli, pur avendo un sacco di persone attorno.

(J.D. – Scrubs)

Mentre non c’eri ho dormito, mi sono svegliato, riaddormentato e risvegliato. Quando mi sono alzato era già tardi e sinceramente avevo voglia di tutto tranne che di fare colazione. Mi sono messo ai fornelli e ho pensato a cosa prepararmi per pranzo.
Mentre non c’eri sono successe un sacco di cose nel mondo, solo che io non ci ho fatto tanto caso perché il tuo pensiero mi ha distratto e non so se tu te sei accorta.
Ho acceso il computer perché ero stanco delle notifiche sul telefono anche se lui, imperterrito lì accanto, continuava a vibrare. Qualcuno parla del mio programma alla radio e del nuovo programma di Cattelan (alla sua di radio) che sembrano uguali. Sinceramente lo sapevo già da un po’ dopo l’ultima volta che gli ho telefonato in diretta, poco più di un mese fa. Qualcun altro si è anche arrabbiato di questo e mi ha chiesto cosa ne penso e se bisogna lamentarsi di quanto stia accadendo. Penso che Ale sappia parlare alla gente forse quanto io la so ascoltare. Non so, forse ci compensiamo o forse siamo talmente opposti che faremo qualcosa di totalmente diverso ma io ad Ale voglio bene, anche se magari lui non lo sa.
Mentre non c’eri ho finito la settimana enigmistica di due settimane fa e mi sa che ho capito di essere lento con le parole crociate per essere già una settimana in ritardo con l’uscita del nuovo numero.
Mentre non c’eri ho scoperto che ritornerò ad insegnare in università, che rischio di vincere un premio tra un paio di settimane e che anche se te l’ho detto al telefono, e tu eri contenta quanto me, io però ho sempre la faccia da pesce lesso incredulo che sembra voler dire ma sarà vero?.
Mentre non c’eri… Mi sa che lo sto ripetendo un sacco, oggi. Che poi questa frase non mi sarebbe entrata in testa se non avessi aperto twitter e trovato “Mentre non c’eri…” in cima alle news di quattro giorni che non avevo ancora letto. Allora le ho lette, ho tipo passato mezz’ora a scorrere il dito sul display del telefono da su a giù e poi da giù a su. Quando ho finito mi sono accorto che non avevo ancora preparato niente da mangiare ed ero rimasto fermo mezz’ora in piedi tra la cucina e il tavolo.
Ho guardato le pareti bianche e cercato di immaginare dove e come sarà il dipinto che stai facendo e che custodisci gelosamente sotto la finestra. Il fatto che quando ero sulla isla tu mi abbia fatto perlustrare ogni angolo del BigStore per trovarne il soggetto da riprodurre non credere mi abbia fatto passare la voglia di vederlo finito.
Ho provato a mettere a posto casa, spostando un paio di cose da qui a lì, ma anche se a me sembra sempre uguale a prima ho immaginato la tua faccia che, guardandosi in giro, dice Sei troppo ordinato! e intimidita non mi fa entrare in camera perché è esplosa tutta la tua roba sul letto.
Ho suonato al piano ma non ho registrato, secondo me era venuta fuori una cosa carina.
Ho aperto la finestra, mi sono cambiato e la signora di sotto ha battuto le mani per cacciare i piccioni, anche se tu continui a dire che in realtà fa gli applausi a me, quando non sono vestito.
Ho fatto finta di sbattermi dietro il portone quando sono sceso, perché ne avevo voglia, come fanno i ragazzacci nei film quando corrono via di casa e sono in ritardo. Ho scritto a Mattia che stavo arrivando e mi sono infilato in metro.
Sono uscito a bere una birra per fare in modo che in queste giornate mi succeda ancora qualcos’altro prima di tornare a lavoro ma mentre non c’eri mi sono ricordato che è meglio che torni, ché di cose, con te, ne devono succedere ancora tante.

mentrenonceri

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