TRA LO SHOW E LA PARTE NASCOSTA DEL MONDO

di icecamp

E io dovrei comprendere se tu da un po’ non mi vuoi. Non avrei mai capito te ma da capire cosa c’è.
Dovrei tornare a casa e poi, se il fiato ce la fa, parlarti del mio mondo fuori, dei miei pensieri, poi scoprire che vuoi dormire, che non mi senti più.
Son quello che respira piano per non svegliare te, che nel silenzio fu felice di aspettare che il tuo gioco diventasse amore, che una donna diventassi tu.
Noi due nel mondo e nell’anima, la verità siamo noi. Basta così e guardami, chi sono io tu lo sai.

Pooh

Spesso ci si chiede cosa c’è dall’altra parte della barricata, dietro il filo che separa la zona del palco in luce con quella totalmente in ombra, la parte fuori dal campo di ripresa delle telecamere dove sembra non esistere un ordine reale delle cose e delle persone.
Lo chiamano backstage. Il dietro le quinte. È il luogo in cui vivo. Il luogo in cui non ci si siede mai, perché non ci sono sedie per rilassarsi, il luogo in cui ogni centimetro quadrato è vitale per avere sotto controllo tutta la situazione, in cui ogni rumore è deleterio perché può disturbare lo show e gli unici che ne hanno il permesso sono i click dei fotografi che scattano come se sparassero ad una fucilazione di massa. È il posto in cui se devi spostarti da un punto all’altro devi correre, perché vuol dire che c’è un problema da risolvere in tempo zero, il posto in cui se sei stanco puoi al massimo inginocchiarti, come un ricevitore sul campo di baseball, ma senza mai perdere di vista la palla e il battitore che corre per conquistare le basi e fare punto.
Al di là di questo strano campo da gioco, poi, c’è il pubblico. Il regalo che speri di ricevere anche quando lavori senza sosta con la febbre addosso e le gambe che cedono. L’unica vera carica che ci tiene in piedi. Se facciamo tutto questo è perché questo regalo ci fa stare meglio, se lo spettacolo è la linfa vitale di questa pianta che cresce, il pubblico, al di là del palco, ne è l’impianto di irrigazione continua.
Sono passati sette giorni dalla fine del festivàl, e guardando questa foto mi torna tutto in mente, anche la febbre.
Me ne stavo lì, in centro, con i Pooh (tutti i Pooh) di fronte, con una mano davanti alla bocca a far segni verso la regia, gli auricolari fissi nelle orecchie e il filo penzolante inserito nei miei ricevitori attaccati ai pantaloni, con un piede in luce e l’altro in ombra.
A cavallo tra lo show e la parte nascosta del mondo.

Soundtrack: Pooh – Noi Due Nel Mondo e Nell’Anima

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